Questa produzione canadese un po' vecchiotta, senza pretese, ma con un
bel messaggio di fondo, strappa una risata ogni tanto, se non si è
troppo suscettibili. L'alzata d'occhi al cielo è assicurata per gli
stereotipi sugli italiani che si ripetono per tutto il film in stile Il
Padrino, più o meno.
Angelo è un ragazzo di origini italiane che, nella speranza di realizzare presto il suo sogno di scrivere sceneggiature per la televisione, lavora in un call-center. È gay e non riesce a dirlo alla sua invadente, ingombrante, chiassosa famiglia, perché sospetta che il suo coming-out potrebbe assumere le tinte di una tragedia colossale (stereotipo?)
Non ha mai avuto il coraggio di confessare loro che il suo coinquilino è in realtà il suo compagno, perché sa che la prenderebbero male, malissimo. D'altronde, i genitori chioccia ultraprotettivi, immigranti italiani di prima generazione, già si sono sentiti male quando ha detto loro che andava a convivere...e loro, ignari e speranzosi che lui e Nino si fidanzino presto con due brave ragazze italiane (sic!), continuano a organizzare loro appuntamenti al buio.
*Memento storico*: (era il lontano 2006...nostalgic yet?)
Torchwood (anagramma di Doctor Who e suo spin-off) è una serie di fantascienza prodotta dalla tv britannica tra il 2006 e il 2011, incentrata sull'attività dei membri della sezione di Cardiff dell'Istituto Torchwood, agenzia governativa segreta con il compito di investigare gli avvenimenti riguardanti gli extraterrestri e utilizzare per i propri scopi le tecnologie aliene che recupera dalle varie missioni.
[cit. mi sono fatta aiutare da Wikipedia]
Guidati dal figherrimo capitano Jack Harkness, il primo protagonista di una serie tv apertamente pansessuale, che flirta con tutti: uomini, donne, alieni, robot e i membri dell'agenzia Torchwood che insieme a lui affrontano molti avvenimenti, che possono apparire strambe a chi, come me, non ha seguito la serie principale, Doctor Who, che a quanto pare, nella patria natia, vanta milioni di fan appassionati nerdissimi, che sanno citare a menadito le avventure del dottore, che viaggia nel tempo e attraversi i mondi più disparati.
Quello di Doctor Who è in Inghilterra un fenomeno che si può paragonare al successo che ha avuto Star Trek in America e nel resto del mondo.
Guardando il suo spin-off, a volte mi sembrava di
essermi persa dei pezzi, senza nemmeno accorgermene.
Cose non fondamentali, ma che appaiono con chiarezza solo ai veri fan, gli irriducibili.
Ma Capitan Jack è uno spettacolo anche così. Non gli importa che un potenziale partner sia uomo, donna, alieno. A lui piace tutto e non prova nessuna vergogna ad ammetterlo, anzi, non perde occasione di flirtare e avere storie più o meno serie con i suoi colleghi, tra cui Rose e Ianto.
Ecco un film fatto solo per ridere, senza prendersi troppo sul serio.
Another Gay Movie è una parodia delle commedie adolescenziali americane in stile American Pie, con protagonisti gay (molto stereotipati, ovvio) dove un gruppo di amici si da' come obiettivo di perdere assolutamente la verginità nell'estate tra la fine delle scuole superiori e l'inizio dell'università.
Ho riso male, lo ammetto. È una commedia leggera con un sacco di scene comiche e un lato sentimentale che non ti aspetti, ma non stupisce più di tanto. Lo shock è stato più che altro quando ho visto il seguito, Another Gay Sequel, dove gli attori cambiano (voci di corridoio dicono che il protagonista del primo film non volesse la sua carriera segnata dal ruolo, tra le altre cose), ma non preoccupatevi, nel sequel diventano più fighi e la produzione ne guadagna :-)
Consigliato per lo spettatore smaliziato che vuole ridere a crepapelle, ma solo se non si prende troppo sul serio.