Questa produzione canadese un po' vecchiotta, senza pretese, ma con un
bel messaggio di fondo, strappa una risata ogni tanto, se non si è
troppo suscettibili. L'alzata d'occhi al cielo è assicurata per gli
stereotipi sugli italiani che si ripetono per tutto il film in stile Il
Padrino, più o meno.Angelo è un ragazzo di origini italiane che, nella speranza di realizzare presto il suo sogno di scrivere sceneggiature per la televisione, lavora in un call-center. È gay e non riesce a dirlo alla sua invadente, ingombrante, chiassosa famiglia, perché sospetta che il suo coming-out potrebbe assumere le tinte di una tragedia colossale (stereotipo?)




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