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sabato 27 maggio 2017

Noi siamo infinito

Sebbene non proprio un film LGBT, (la storia principale ruota intorno a un ragazzo etero) ho deciso di includerlo nella ludoteca perché secondo me è un film  che vale una gran pena.

Se non altro per l'interpretazione del superlativo Ezra Miller, attore dichiaratamente queer, nel ruolo di uno spumeggiante studente dell'ultimo anno alle prese con un fidanzato che nasconde la propria omosessualità perché deve mantenere a tutti i costi la facciata di duro/bullo della scuola e per paura della reazione del padre, che quando lo scopre lo massacra di botte.



Tratto dal romanzo epistolare dai toni autobiografici del regista, Noi siamo infinito è la storia di un ragazzino sfigato, rassegnato a passare l'anno scolastico rasente al muro per non farsi notare, finché due fratellastri molto popolari non decidono di includerlo nel loro gruppo di amici.



Comincio col dire che il titolo dato alla versione italiana del film, seppure abbastanza d'effetto, non rende l'idea del significato originale, che invece è tradotta in maniera più fedele nel titolo del libro omonimo: ragazzo da parete.

Charlie è un ragazzo da parete; uno che se ne sta sullo sfondo e osserva il caos, la bellezza, l'orrore, senza riuscire a intervenire e fondersi nel paesaggio.
Alla fine della storia scopriamo che ha un motivo ben preciso per essere così. È tormentato da un avvenimento del suo passato che lo ha reso psicologicamente instabile e che riguarda un membro stretto della sua famiglia.

Ciò che è interessante di questa storia però è proprio che due persone che non si sarebbe mai aspettato lo scelgono tra tanti, nonostante lui creda di non meritarlo e lo tirano dentro il quadro facendogli assaporare la vita che credeva di poter osservare solo da lontano. 



Struggente e da batticuore. Consigliato a chi ama i film a tema adolescenziale che ti lasciano qualcosa dentro e non storce il naso davanti a un po' di romanticismo.

giovedì 25 maggio 2017

La mala educación (2004)


Questo film a tematica gay del 2004 è una pietra miliare del cinema di Pedro Almodóvar e come gli altri suoi film ha una fotografia che privilegia il colore e una trama apparentemente semplice eppure fin troppo complicata, dove niente è come sembra ma sul finale tutto torna, lasciando allo spettatore l'amaro in bocca.



La sensazione che aleggia per le inquadrature è che le cose vadano come devono andare; quasi una constatazione sulla crudeltà e bassezza dell'animo umano che non tende a giustificarsi, piuttosto ad accettare la sua natura come inevitabile, struggente e intollerabile allo stesso tempo ma pur sempre vera e molto carnale, come sembra suggerire il riferimento alla sessualità dei membri del clero che si ritrova anche in altri suoi film e che in questo si declina nel tema della pedofilia.



TRAMA:

Un attore, Ignacio, va dal suo amico regista Enrique che non vede dai tempi del collegio e gli porta una sceneggiatura che ha scritto lui e parla della loro infanzia. È un resoconto dolceamaro sulla scoperta della loro omosessualità e su come la loro amicizia fu troncata dall'espulsione dal collegio di Enrique da parte di Padre Manolo, il prete che abusava di Ignacio e ne era mortalmente geloso.


Enrique sulle prime è titubante ad accettare che Ignacio, che nel frattempo fa sorgere in lui troppi dubbi sul fatto che sia veramente l'amico di cui era innamorato tanti anni prima,si cali nella parte di Zahara, la transessuale che nel film viene uccisa da un prete complice di padre Manolo, che era andata a ricattare presentandosi come la sorella del ragazzo di cui il prete aveva abusato.

 
Enrique si convince a girare il film e accetta la richiesta del sedicente Ignacio se il ragazzo si dichiara disposto ad iniziare una relazione di sesso con lui, ma ormai ha capito dal suo scarso coinvolgimento e dal suo carattere, che quello che ha davanti non può essere il ragazzo che amava. 

Non può... ma allora chi è? E come fa a conoscere particolari tanto intimi della sua infanzia?



 



The Comedian (2012)

Ed, trentenne nella moderna Londra, diventa sempre più frustrato tra il lavoro al call center che odia e una carriera da attore comico che n...