lunedì 29 maggio 2017

Waterboyy (2017)

Eccomi di nuovo in fissa pesante per una serie Boy's Love Thai. Ho visto appena un episodio e mezzo di Waterboyy e già mi ritrovo a scrivere una recensione appassionata! * w(^.^)w*

Nei primi minuti ero un po' scettica. L'ambiente della piscina? 

Immaginavo fosse una serie basata sullo sport e non mi convinceva più di tanto, ma in pochi minuti ho dovuto ricredermi, totalmente rapita dalla trama che ti coinvolge e ti porta a empatizzare con i personaggi fin da subito.

Waii, il capitano della squadra di nuoto dell'università, è infastidito perché il coach lo obbliga a dividere la stanza al dormitorio con il nuovo arrivato in squadra, all'apparenza timido e impacciato, ma molto abile nel nuoto.
Waii deve accettare, nonostante senta subito per lui un'accesa rivalità.

Pan, l'unica donna in squadra, insiste per rivaleggiare con i maschi. Incontra per caso la sua ex che ora sta con un uomo e verde di rabbia per l'incontro sfortunato, arriva in ritardo per iscriversi al corso che intende seguire e si fa soffiare l'ultimo posto disponibile da un ragazzo occhialuto.

La tragedia è che non essendo riuscita a iscriversi sarà costretta a frequentare il corso insieme alla sua ex e al suo nuovo ragazzo. Fortunatamente conosce una affascinante e misteriosa ciclista che quasi la investe con la bicicletta. Sarà un colpo di fulmine?


Nel frattempo Wan, una studentessa altezzosa e antipatica riprende con la sua macchina fotografica il club di nuoto, compresi spezzoni della convivenza forzata tra Waii e Apo, che spia dalla finestra del dormitorio femminile. Conosce Min, l'affascinante capitano del club di corsa dell'università, che è attratto da lei, ma deluso dal suo lato manipolatore. Riusciranno a superare l'arroganza e i pregiudizi e diventare una coppia? Chissà.

 


Lesbo, etero, gay, nuotatori dai fisici scolpiti, intrighi, amore e amicizia. Questa serie a tutto tondo promette veramente bene e la consiglio a occhi chiusi.

Purtroppo l'ho trovato solo con i sottotitoli in inglese. Ecco il primo episodio, che si può guardare a spezzoni su Youtube:



LA CHICCA:

Nel 2015 è uscito un film cui la serie si rifà, che non ho ancora visto, ma dovrebbe avere più o meno la stessa trama. Se preferite i film alle serie tv è quello che fa per voi! Si può guardare in streaming su Youtube, sottotitolato in... ITALIANO !💕😚

Sì, avete letto giusto!
Affrettatevi!

💕😚clicca play⊿ qui sotto:💕😚

 

Buona visione!


sabato 27 maggio 2017

Noi siamo infinito

Sebbene non proprio un film LGBT, (la storia principale ruota intorno a un ragazzo etero) ho deciso di includerlo nella ludoteca perché secondo me è un film  che vale una gran pena.

Se non altro per l'interpretazione del superlativo Ezra Miller, attore dichiaratamente queer, nel ruolo di uno spumeggiante studente dell'ultimo anno alle prese con un fidanzato che nasconde la propria omosessualità perché deve mantenere a tutti i costi la facciata di duro/bullo della scuola e per paura della reazione del padre, che quando lo scopre lo massacra di botte.



Tratto dal romanzo epistolare dai toni autobiografici del regista, Noi siamo infinito è la storia di un ragazzino sfigato, rassegnato a passare l'anno scolastico rasente al muro per non farsi notare, finché due fratellastri molto popolari non decidono di includerlo nel loro gruppo di amici.



Comincio col dire che il titolo dato alla versione italiana del film, seppure abbastanza d'effetto, non rende l'idea del significato originale, che invece è tradotta in maniera più fedele nel titolo del libro omonimo: ragazzo da parete.

Charlie è un ragazzo da parete; uno che se ne sta sullo sfondo e osserva il caos, la bellezza, l'orrore, senza riuscire a intervenire e fondersi nel paesaggio.
Alla fine della storia scopriamo che ha un motivo ben preciso per essere così. È tormentato da un avvenimento del suo passato che lo ha reso psicologicamente instabile e che riguarda un membro stretto della sua famiglia.

Ciò che è interessante di questa storia però è proprio che due persone che non si sarebbe mai aspettato lo scelgono tra tanti, nonostante lui creda di non meritarlo e lo tirano dentro il quadro facendogli assaporare la vita che credeva di poter osservare solo da lontano. 



Struggente e da batticuore. Consigliato a chi ama i film a tema adolescenziale che ti lasciano qualcosa dentro e non storce il naso davanti a un po' di romanticismo.

giovedì 25 maggio 2017

La mala educación (2004)


Questo film a tematica gay del 2004 è una pietra miliare del cinema di Pedro Almodóvar e come gli altri suoi film ha una fotografia che privilegia il colore e una trama apparentemente semplice eppure fin troppo complicata, dove niente è come sembra ma sul finale tutto torna, lasciando allo spettatore l'amaro in bocca.



La sensazione che aleggia per le inquadrature è che le cose vadano come devono andare; quasi una constatazione sulla crudeltà e bassezza dell'animo umano che non tende a giustificarsi, piuttosto ad accettare la sua natura come inevitabile, struggente e intollerabile allo stesso tempo ma pur sempre vera e molto carnale, come sembra suggerire il riferimento alla sessualità dei membri del clero che si ritrova anche in altri suoi film e che in questo si declina nel tema della pedofilia.



TRAMA:

Un attore, Ignacio, va dal suo amico regista Enrique che non vede dai tempi del collegio e gli porta una sceneggiatura che ha scritto lui e parla della loro infanzia. È un resoconto dolceamaro sulla scoperta della loro omosessualità e su come la loro amicizia fu troncata dall'espulsione dal collegio di Enrique da parte di Padre Manolo, il prete che abusava di Ignacio e ne era mortalmente geloso.


Enrique sulle prime è titubante ad accettare che Ignacio, che nel frattempo fa sorgere in lui troppi dubbi sul fatto che sia veramente l'amico di cui era innamorato tanti anni prima,si cali nella parte di Zahara, la transessuale che nel film viene uccisa da un prete complice di padre Manolo, che era andata a ricattare presentandosi come la sorella del ragazzo di cui il prete aveva abusato.

 
Enrique si convince a girare il film e accetta la richiesta del sedicente Ignacio se il ragazzo si dichiara disposto ad iniziare una relazione di sesso con lui, ma ormai ha capito dal suo scarso coinvolgimento e dal suo carattere, che quello che ha davanti non può essere il ragazzo che amava. 

Non può... ma allora chi è? E come fa a conoscere particolari tanto intimi della sua infanzia?



 



mercoledì 24 maggio 2017

Make it right ! รักออกเดิน - Season 2

 

È arrivato il momento che aspettavo da un anno, la mia serie BL asiatica preferita è di nuovo in onda!






La nuova stagione promette nuovi intrighi, nuovi personaggi che appariranno per turbare la serenità della coppie che si sono già formate e si scioglieranno i dubbi di chi ancora non ha deciso da che parte stare, tra i colpi di scena al cardiopalma assicurati per noi che, ammettiamolo, facciamo un tifo sfegatato per la nostra coppia preferita.


 Alla  fine dell'ultimo episodio, a maggio 2016, come molte doramiste anonime in piena crisi di astinenza mi sono ritrovata a girare sui forum alla frenetica ricerca di notizie sulla data della messa in onda della seconda serie e ho scoperto di dover aspettare per un anno intero. 




 Una tragedia!

 ...ma...




Il tempo è passato e il successo che ha avuto Make it Right fin dai primi episodi non poteva non assicurarle un sequel esplosivo e la produzione ne ha guadagnato moltissimo. Lo testimonia il fatto che che siano sparite le pubblicità fastidiose addirittura inserite nei dialoghi; dei biscotti che i protagonisti erano tenuti a sgranocchiare per contratto in ogni episodio e della crema per i punti neri di cui dovevano decantare i miracolosi effetti. 



I ragazzi sono cresciuti, i personaggi che interpretano stanno maturando. Sono più spigliati, audaci, sicuri di sé e si percepisce l'affiatamento che hanno sviluppato durante le riprese. Niente più apparecchio ai denti, anche se i calzoncini restano e le pettinature discutibili di alcuni fanno sorridere.


 
Scene bollenti già dal primo episodio. L'attesa è stata ripagata! Eccome




Guardalo in streaming sottotitolato in inglese direttamente su Youtube. 
Link qui sotto.


venerdì 3 marzo 2017

So close (2002)

Sarà perché quando vedo Shu Qi non riesco a resistere. È troppo bella per essere vera. Fatto sta che quando ho scorto questo dvd tra le occasioni nel reparto usato di Blockbuster l'ho fatto subito mio. E ho fatto bene!

So close è diventato uno dei miei film preferiti.


TRAMA:

Lynn è un killer di professione che, grazie all'aiuto della sorella Sue, riesce ad intrufolarsi nei posti più sorvegliati. Il suo asso nella manica consiste in un sistema di monitoraggio satellitare inventato dal padre.

La loro carriera scorre tranquilla finché degli eventi personali non spingono Lynn a pensare di abbandonare la sua vita. Inoltre l'agente Hong, una detective giovane e determinata, è sulle loro tracce, e non mollerà facilmente. Con un prevedibile cambio di fronte, tra l'agente Hong e Sue, dopo la morte di Lynn, nasce un'ammirazione a distanza, che diventa ben presto una collaborazione e... qualcosa di più.
[wiki]



Azione, arti marziali e belle ragazze


Una trama non scontata che, senza pesantezza, anche se non esclude qualche lacrima, nello scontro tra il bene e il male ci invita a riflettere sulle ragioni del male.




Un tema ricorrente nel cinema di Hong Kong è il precetto delle arti marziali che educa al rispetto dell'avversario, che in questo film come in altri, si declina in una sorta di ammirazione dei buoni per l'abilità e la tenacia della parte opposta, e ci spinge ad interrogarci sulle sue ragioni.
Non possiamo lasciar correre, ma possiamo per lo meno comprendere cosa spinge il nostro avversario ad agire dalla parte del male e ciò si tramuta in un'ammirazione che si tinge, ed ecco l'elemento non scontato in questo film, di una vena romantica. 

La tensione sessuale tra la ladra e la poliziotta che la insegue è palpabile e deliziosa. A dividerle c'è soltanto il fatto di trovarsi su fronti opposti.








lunedì 27 febbraio 2017

Transamerica

 
 Devo ammetterlo, avevo dei preconcetti che mi  tenevano lontana da questo film nonostante la curiosità fosse molta. Il fatto è che, tratta in inganno dal vago ricordo di un trailer visto anni fa, mi aspettavo che  fosse una commedia, una roba tutta da ridere giocata sull'ambiguità sessuale. Mi sbagliavo.



 Transamerica è un bellissimo quadro; un'esperienza visiva drammatica e matura in cui l'accento non è posto esclusivamente sulla disforia di genere, che viene trattata con delicatezza e proprietà di linguaggio e di sentimenti, ma soprattutto sulla genitorialità e sul rapporto tra un adolescente problematico che sogna di incontrare il suo padre biologico, nel quale ha riposto sogni e speranze di una vita migliore e una donna che non riesce a rivelargli di essere quello che sta cercando.

 Quando Bree riceve la telefonata che le annuncia che ha un figlio di diciassette anni, avuto dall'unico rapporto che ha avuto con una donna ai tempi del college, non vuole crederci. Nega persino di essere lei Stanley, perché effettivamente non lo è più. Il giorno dell'operazione si avvicina e non intende farsi rovinare l'appuntamento col destino che la renderà donna anche nel corpo da un ragazzino che neanche conosce.

Ma poi la coscienza prende il sopravvento, grazie anche all'aiuto dell'amica terapista Bree si convince a volare fino a New York per recuperare il ragazzo che si trova nei guai.
È in prigione e il loro incontro non si preannuncia dei più semplici. Così, Bree si finge una volontaria della chiesa e cerca di assolvere il dovere che sente verso di lui facendolo ricongiungere con il suo patrigno, solo per scoprire delle verità terrificanti che sono il motivo per cui lui era fuggito.


Bree non vuole assolutamente essere padre e non si sente neanche madre. Non ha dubbi sulla propria identità di genere, sebbene la sua famiglia non sappia nulla del suo cambiamento e lei stessa all'inizio del film sia depressa, in trepida 'attesa' di una felicità che crede possa cominciare solo il giorno della fatidica operazione chirurgica di riassegnazione. Tuttavia non riesce a ignorare il sentimento d'amore materno che sente nascere in lei per un ragazzino che dapprima sopporta a malapena e a un certo punto del percorso, forse inconsapevolmente, si ritrova ad amare proprio come un figlio e anche a voler educare; cosa che le riesce sorprendentemente naturale, a dispetto della sua a tratti divertente ritrosia. 
Un bel film, da vedere. Molto consigliato.

domenica 5 febbraio 2017

Mambo Italiano (2003)

Questa produzione canadese un po' vecchiotta, senza pretese, ma con un bel messaggio di fondo, strappa una risata ogni tanto, se non si è troppo suscettibili. L'alzata d'occhi al cielo è assicurata per gli stereotipi sugli italiani che si ripetono per tutto il film in stile Il Padrino, più o meno.




Angelo è un ragazzo di origini italiane che, nella speranza di realizzare presto il suo sogno di scrivere sceneggiature per la televisione, lavora in un call-center. È gay e non riesce a dirlo alla sua invadente, ingombrante, chiassosa famiglia, perché sospetta che il suo coming-out potrebbe assumere le tinte di una tragedia colossale (stereotipo?)



Non ha mai avuto il coraggio di confessare loro che il suo coinquilino è in realtà il suo compagno, perché sa che la prenderebbero male, malissimo. D'altronde, i genitori chioccia ultraprotettivi, immigranti italiani di prima generazione, già si sono sentiti male quando ha detto loro che andava a convivere...e loro, ignari e speranzosi che lui e Nino si fidanzino presto con due brave ragazze italiane (sic!), continuano a organizzare loro appuntamenti al buio.

Film Trailer

 





venerdì 27 gennaio 2017

Torchwood - Il primo protagonista pansessuale della tv

 *Memento storico*: (era il lontano 2006...nostalgic yet?)

Torchwood (anagramma di Doctor Who e suo spin-off) è una serie di fantascienza prodotta dalla tv britannica tra il 2006 e il 2011,  incentrata sull'attività dei membri della sezione di Cardiff dell'Istituto Torchwood, agenzia governativa segreta con il compito di investigare gli avvenimenti riguardanti gli extraterrestri e utilizzare per i propri scopi le tecnologie aliene che recupera dalle varie missioni. 

[cit. mi sono fatta aiutare da Wikipedia]


Guidati dal figherrimo capitano Jack Harkness, il primo protagonista di una serie tv apertamente pansessuale, che flirta con tutti: uomini, donne, alieni, robot e i membri dell'agenzia Torchwood che insieme a lui affrontano molti avvenimenti, che possono apparire strambe a chi, come me, non ha seguito la serie principale, Doctor Who, che a quanto pare, nella patria natia, vanta milioni di fan appassionati nerdissimi, che sanno citare a menadito le avventure del dottore, che viaggia nel tempo e attraversi i mondi più disparati.
 
  
Quello di Doctor Who è in Inghilterra un fenomeno che si può paragonare al successo che ha avuto Star Trek in America e nel resto del mondo. 
Guardando il suo spin-off, a volte mi sembrava di 
essermi persa dei pezzi, senza nemmeno accorgermene. 

Cose non fondamentali, ma che appaiono con chiarezza solo ai veri fan, gli irriducibili.




Ma Capitan Jack è uno spettacolo anche così. Non gli importa che un potenziale partner sia uomo, donna, alieno. A lui piace tutto e non prova nessuna vergogna ad ammetterlo, anzi, non perde occasione di flirtare e avere storie più o meno serie con i suoi colleghi, tra cui Rose e Ianto.

sabato 21 gennaio 2017

Looking - Serie Tv

Questa serie aveva il potenziale per volare in alto e toccare i picchi di Queer as Folk, invece è stata cancellata impietosamente prima della terza stagione per mancanza di audience.



Le storie semplici di tre amici che vivono a San Francisco coinvolgono ed emozionano, ma forse non più di tanto.D'altronde lo stile è un altro. Ne esce una fotografia meno colorita, meno impegnata politicamente (non si trattano temi come l'omofobia in maniera importante), ma sicuramente più realistica del mondo gay americano. Tra un cocktail al club, una festa al parco dietro l'angolo e una passeggiata sulla spiaggia seguiamo le vite di tre uomini a loro modo intriganti.





Le scene hot non hanno la scintilla infuocata di quando Brian Kinney prendeva un uomo per il mento e lo sbatteva al muro sorridendo con tutta la sua strafottenza, magari nel bagno di un locale. Il coming out di Patrick con la sua famiglia, sebbene drammatico, non raggiungerà mai la plateale epicità di quando Justin Taylor sputa in faccia davanti ai suoi e a tutta la scuola quanto gli piaccia il c***o. Quelle di Dom, Patrick e Augustin sono storie più ordinarie, più adulte, credo, ma non per questo meno interessanti.

Chi sono:

Patrick, il protagonista, è fastidioso e insicuro, perennemente indeciso; un fascio di nervi che, quando è a disagio con gli altri, si emoziona facendosi sfuggire di bocca cose imbarazzanti. Si lascia coinvolgere senza troppa emozione da un dolce barbiere di origini messicane che si vergogna a presentare in giro a causa del suo background povero, mentre invece è attratto magneticamente dal suo capufficio che, guarda caso, è già fidanzato.

Dom è in crisi perché ha quasi raggiunto i quaranta e non si sente calzare addosso il ruolo di paparino, proprio per niente, infatti cerca conferme sulla sua gioventù imbarcandosi in una storia con un uomo molto più grande di lui. Stanco di fare il cameriere vorrebbe aprire un locale tutto suo.

Augustin è il più vitale, il più frizzante dei tre (posso dire che è il mio preferito?). È un artista che cerca di realizzare i suoi sogni, solo per scontrarsi con la realtà quando capisce che sfondare nella vita è più difficile di quanto avesse immaginato e cercando di reinventarsi un'identità finisce per ferire il suo fidanzato che non lo riconosce più. Non è detto che il cambiamento sia un male per lui.

Ci sono i momenti irriverenti, divertenti, baci che ti strappano un sorriso e una palpitazione. Infatti sono contenta che la serie, anche se cancellata, sia stata conclusa con il film che è uscito nel 2016:
Looking, the movie. (bello, ma non bellissimo, vabbé).


lunedì 16 gennaio 2017

King Cobra (2016)

Basato sulla storia vera dell'attore porno gay Brent Corrigan, narra dei fatti che portarono all'omicidio del suo primo produttore architettato da due produttori amatoriali rivali che non si fanno scrupoli pur di avere la stella nascente nei loro film.

Ora, siamo sinceri. Non è un gran film, di quelli che ti stupiscono con una trama incalzante e favolosi effetti speciali. È abbastanza lineare.
Un produttore di mezza età con la passione per i twink scopre Brent, un ragazzino senza arte né parte con il sogno di dirigere film e comincia a fare un sacco di soldi grazie a lui, vendendo i suoi video porno, ma lo tratta come una sua proprietà, quasi uno schiavo e presto il ragazzo si stanca di dover sottostare alle ridicole condizioni contrattuali che ha accettato quando era ancora minorenne e ingenuo su come va il mondo.

Una storia già sentita, scontata, diciamo banale, non fosse per l'omicidio.

L'unico punto veramente a favore di questo film sono le scene hot, molto, molto hot, che trattandosi di una storia sul porno non potevano che essere esplosive. E James Franco. Migliaia di cuoricini mi sprizzano dagli occhi vedendo James insieme al suo amante Harlowe. Chi dice di non amare James Franco è un pessimo bugiardo.

Il personaggio del protagonista e il suo percorso da timido e impacciato ragazzino di provincia che cerca la sua strada a spregiudicato porno attore e regista che lavora per costruire un impero intorno al suo marchio ha i suoi punti di interesse. Si ama Brent, non per quello che fa, ma per quello che è.


Commette degli errori, si invischia in situazioni difficili, ma di certo non è un assassino, e non è una persona che, attratta dai soldi facili, ha dimenticato la sua integrità.

Tutto sommato, questo film resta abbastanza mediocre, per i miei gusti.

A parte per le scene hot. L'ho già detto?

Assolutamente non consigliato ai deboli di cuore.


martedì 10 gennaio 2017

Crashing

Questa mini serie da sei episodi andata in onda sulla tv inglese l'anno scorso mi ha colpita per la sua simpatia e freschezza.


 È la storia di un gruppo di ragazzi e ragazze che si ritrovano a vivere insieme in un ospedale abbandonato grazie a un progetto di riqualificazione del quartiere (edilizia sociale).




Sebbene non sia l'unica in primo piano, la storia di Sam, etero convinto fino al midollo che si accorge di provare qualcosa di più per il suo migliore amico Fred è bellissima, per questo ho pensato meritasse spazio nel blog.




lunedì 9 gennaio 2017

G&T - Web Serie Italiana - Prima Serie

Giulio non riesce a smettere di pensare al bacio passionale che il suo migliore amico Tommaso gli ha dato nei bagni della discoteca anni prima, anche perché fu la rovina della loro amicizia. Tommaso nega con tutte le sue forze di essere gay, allontana l'amico proprio per questo motivo e quando rientra nella vita di Giulio, che si occuperà del progetto della casa dove andrà a vivere con la donna con cui sta per sposarsi, cerca di tenerlo lontano.

Questa storia dolcissima tocca molte corde del cuore e ha riunito migliaia di fan da tutto il mondo, dato che su youtube si può guardare con i sottotitoli in diverse lingue, anche se la recitazione è decisamente amatoriale, teatrale, la fotografia non è per niente male e i personaggi sono interessanti, a partire dal fratello omofobo di Tommaso fino alla migliore amica, nonché coinquilina 'frociarola' di Giulio, Sara, che meriterebbe uno spin-off dedicato a a lei per quanto è spassosa.

La serie si lascia seguire con piacere, toccando temi anche delicati con molta grazia. Tra coming out, omofobia, rapporti difficili con la famiglia e gli amici ci emozioniamo, ridiamo e ci commuoviamo insieme ai personaggi. Una serie molto ben riuscita, che come è giusto, ha un seguito, che tra l'altro non ho ancora guardato, perciò niente spoiler. Grazie :-D




Ah, dimenticavo, ecco il link da cui potete iniziare a guardare gli episodi:


domenica 8 gennaio 2017

Sei una stella - Keiko Konno




Questo manga che ho letto diversi anni fa è decisamente carino. La storia parla di un impiegato adulto e paziente che chiude la relazione con la sua scopamica quando scopre di provare un'attrazione irresistibile per un tecnico di laboratorio più giovane orgoglioso e scorbutico che lavora nella sua azienda e si esibisce per strada con la sua band, all'insaputa dei colleghi. Non sarà facile penetrare la sua corazza di diffidenza e arrivare al suo cuore.
 
Romantico, fa sorridere.

Black Tar Road

L'ho visto come materiale di studio per il mio libro Nero come l'Inferno. Volevo documentarmi sulla vita di chi consuma abitualmente eroina e sono capitata su questo film.

Non è un gran bel film, uno di quelli spettacolari che ti fanno fluttuare le farfalle nello stomaco e salire le lacrime agli occhi dall'emozione. Non è neanche particolare; di film indie con canoni stilistici abbastanza standard ce ne sono tanti. Però, se come me sei il tipo che ogni tanto ama darsi una coltellata nello stomaco cinematografica, Black Tar Road fa per te.

  
In una cittadina del sud retrograda e omofoba due donne si innamorano.

La storia è poetica per il suo squallore. Una prostituta che si vende in una piazzola per camion e che si sniffa qualsiasi cosa per dimenticare si innamora di una camionista eroinomane dal passato oscuro.
La loro storia è la storia dell'amore nonostante tutto. Il primo bacio a qualcuno che è importante, che conta qualcosa. Quello che fiorisce ingenuamente nell'occhio placido del ciclone, tra due persone a cui basta guardarsi negli occhi, riconoscersi, baciarsi, mentre il vento fuori, a due passi da loro infuria mugghiando che il mondo fa schifo e non esiste altro.

Heather è rassegnata e la vita le da' ragione. Cerca di trovare un senso al dolore, un senso che non c'è, che Charlie non si illude di trovare nei piccoli gesti con cui vuole farla felice, mentre Heather continua a sperare che in fondo al tunnel ci sia qualcosa di bello, o che almeno il viaggio valga la pena, perché aver incontrato Charlie, per lei, è di per sé qualcosa che ha senso. Continua a sperare che l'eroina alla fine non vinca...

lunedì 2 gennaio 2017

Another Gay Movie

Ecco un film fatto solo per ridere, senza prendersi troppo sul serio.


Another Gay Movie è una parodia delle commedie adolescenziali americane in stile American Pie, con protagonisti gay (molto stereotipati, ovvio) dove un gruppo di amici si da' come obiettivo di perdere assolutamente la verginità nell'estate tra la fine delle scuole superiori e l'inizio dell'università.


Ho riso male, lo ammetto. È una commedia leggera con un sacco di scene comiche e un lato sentimentale che non ti aspetti, ma non stupisce più di tanto. Lo shock è stato più che altro quando ho visto il seguito, Another Gay Sequel, dove gli attori cambiano (voci di corridoio dicono che il protagonista del primo film non volesse la sua carriera segnata dal ruolo, tra le altre cose), ma non preoccupatevi, nel sequel diventano più fighi e la produzione ne guadagna :-)



Consigliato per lo spettatore smaliziato che vuole ridere a crepapelle, ma solo se non si prende troppo sul serio.

The Comedian (2012)

Ed, trentenne nella moderna Londra, diventa sempre più frustrato tra il lavoro al call center che odia e una carriera da attore comico che n...